Differenza tra vino frizzante e Spumante

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Molto probabilmente non ci hai mai pensato o comunque non gli hai mai dato peso, dando per scontato che fossero la stessa cosa e invece no, c’è un’importante differenza tra vino frizzante e spumante e chiunque ama il mondo del vino deve assolutamente conoscere.

In questo articolo ti spiegherò brevemente qual è questa differenza e perché non bisogna confondere le due diverse tipologie di vino.

Qual è la differenza tra vino frizzante e spumante?

Anche i più “distratti” avranno sicuramente notato delle differenze durante l’assaggio di un vino frizzante rispetto ad un altro. Di solito però non si riesce mai a stabilire con precisione quali siano le reali differenze (a parte gli aromi).

Sarà l’effervescenza? Il sapore? O forse sarà colpa del tappo?

In realtà potrebbe non essere nessuna delle tre…o forse si?

Per capire le differenze tra vino frizzante e spumante bisogna ricorrere a un Regolamento della Comunità Europea, il 479/08.

Cosa dice questo Regolamento?

Innanzitutto va a definire in modo abbastanza chiaro lo spumante: “Lo spumante è il prodotto ottenuto dalla prima o dalla seconda fermentazione alcolica di uve fresche, di mosto di uve, di vino, caratterizzato alla stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione e che, conservato a 20° in recipienti chiusi, presenta una sovrapressione non inferiore a 3 bar dovuta all’anidride carbonica e per il quale il titolo alcolometrico totale delle partite (cuvée) destinate alla sua elaborazione non è inferiore a 8.5% vol.”

Il vino frizzante invece, pur essendo molto simile, ha un’importante differenza.

Infatti quello che cambia è la diversa sovrapressione.

Come dice il Regolamento 479/08, per lo spumante non può essere inferiore ai 3 bar mentre per il vino frizzante è compresa tra 1 e 2,5 bar.

Cosa determina quindi questa differenza di sovrapressione?

L’anidride carbonica, grazie all’alta pressione, è disciolta e riesce a liberarsi solo una volta aperta la bottiglia.

Subendo il repentino calo di pressione, l’anidride carbonica torna allo stato gassoso, sprigionandosi attraverso la formazione di bollicine, determinando così l’effervescenza del vino (in francese “perlage”).

A questo punto è facile intuire che, avendo una sovrapressione inferiore, l’anidride carbonica presente nel vino frizzante riuscirà e sprigionare una minor effervescenza rispetto a quella di un buon spumante.

Ecco quindi risolto il dilemma tra vino frizzante e spumante.

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