Giudicare un vino quasi come un Sommelier

giudicare un vino
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Per giudicare un vino non occorre solo riconoscere le sue caratteristiche organolettiche, ma bisogna anche sapere quali sono i vocaboli e i termini utilizzati dai sommelier per indicare il loro grado di gradimento, i pregi e i difetti del vino appena degustato.

Vediamo subito quali sono le parole utilizzate dai sommelier per descrivere in modo corretto tutte le caratteristiche organolettiche di un vino.

Degustare per giudicare un vino...

Solitamente l’obiettivo di una degustazione è quello di fare un’analisi completa e approfondita di un vino e di comunicarlo più specificamente possibile.

Per questo sono stati codificati degli strumenti d’analisi come le scale edonistiche, le scale di valutazione, le schede analitico-descrittive e le schede con punteggio.

Vediamo, una ad una, cosa sono e perché sono utili al fine di giudicare un vino.

Scale Edonistiche

Esistono diverse scale edonistiche, ognuna porta il nome del proprio inventore. C’è quella di Scutz, quella di Ellis e quella di Peyram e Pilgrim.

Ma cosa sono le scale edonistiche e a cosa servono?

In genere sono utilizzate per esprimere il livello di gradimento del vino, quindi fa riferimento a un valore soggettivo di un vino o di un alimento.

Non servono, infatti, particolari conoscenze enologiche e tecniche per utilizzarle.

Nelle degustazioni servono come punto di partenza per poi approfondire i vari aspetti tecnici e il perché un vino è stato gradito oppure no.

Scale di Valutazione

Con queste scale di valutazione è possibile valutare molteplici cose del vino, come la qualità e l’intensità di certe caratteristiche: il colore, il profumo, la limpidezza ecc.

Si potrebbero utilizzare delle scale di valutazione numeriche, ma nel mondo dei sommelier vengono utilizzati termini specifici. 

Vediamo quali sono.

Scala della limpidezza e del colore

Si inizia ovviamente con una valutazione visiva del vino. Per valutare la limpidezza, i sommelier utilizzano, solitamente, la seguente scala verbale di valutazione:

  • brillante
  • limpido
  • velato
  • leggermente torbido
  • torbido
 
Mentre per il colore dei vini rossi, la scala è questa:
 
  • rosso porpora
  • rosso rubino
  • cerasuolo
  • rosso granato
  • rosso aranciato
 
La scala dei vini bianchi invece è:
 
  • paglierino (tenue o intenso)
  • verdolino
  • dorato
  • ambrato
Scala del profumo

Dopo aver valutato limpidezza e colore, si passa alla valutazione olfattiva. Le parole per valutare il profumo di un vino sono:

  • molto forte
  • forte
  • nè forte nè debole
  • debole
  • molto debole
 
Per quanto riguarda la scheda del gusto invece, preferisco dedicare un articolo a parte dato che è sicuramente quella più importante (senza nulla togliere alle due trattate in questo articolo), ma il gusto è il punto di arrivo del meraviglioso viaggio di degustazione di un vino.

Consiglio finale per giudicare un vino come un esperto Sommelier

La cosa più importante da fare per giudicare un vino come farebbe un esperto sommelier è quello di isolare ogni singola fase di assaggio.

Cosa vuol dire questo?

Che si valuterà prima il colore, poi il profumo e infine il gusto per poi soffermarci sulla persistenza delle sensazioni e sull’equilibrio generale del vino, concludendo poi con un giudizio finale.

Mai e poi mai degustare un vino senza prima aver giudicato la sua limpidezza, il colore e il profumo!

Ricorda che: bere un vino non vuol dire semplicemente berlo, ma è l’insieme di ben 3 viaggi sensoriali, alla scoperta dell’universo.

Perché in un bicchiere di vino, possiamo trovarci l’universo intero! (cit. Richard Feynman).

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